Carrello abbandonato: come aumentare le vendite dal 9% al 25%

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Un altro sistema efficace per far crescere il fatturato della vostra azienda: il recupero dei carrelli abbandonati.

Tutte quelle volte in cui l’utente non completa il processo di acquisto online.

Questo è uno dei sistemi che funziona meglio per i nostri clienti. Garantisce un aumento delle vendite dal 9 al 25%. Lo sanno bene le aziende che già ne beneficiano.

Non mi soffermerò sulle impostazioni e sui tools utilizzati per le “abandoned cart sequence mails”, ma descriverò il concetto generale, applicabile poi a qualsiasi e-commerce.

Infatti per recuperare il carrello abbandonato di woocommerce, i carrelli abbandonati di Prestashop o di un sito custom code, servono implementazioni differenti.

Quante volte ci è successo, di non completare un acquisto online da acquirenti?

Perché così spesso i carrelli già compilati parzialmente non si concludono in una vendita?

Cosa possiamo fare per aiutare i clienti ad effettuare l’acquisto?

Quali sono le informazioni che mancano all’utente per essere sicuro di acquistare ora?

Queste sono alcune delle domande che ci poniamo, quando ottimizziamo il processo di check-out e prima di far partire la “abandoned cart mail sequences”.

Se volete anche voi impostarla per il vostro sito scrivete a questo link.

L’e-commerce ed il carrello abbandonato

Alcuni dati su e-commerce e percorso utente

Vediamo effettivamente cosa succede ad un utente che è alla ricerca di prodotti online.

Si stima che un utente alla ricerca di un prodotto si informi mediamente tramite 10 fonti diverse e visiti 5 siti internet prima di effettuare un acquisto.

Questa esperienza, che va dalla ricerca del prodotto all’acquisto finale, è definita “customer journey”, il percorso dell’utente.

Può richiedere diversi giorni e numerose ore di navigazione, non necessariamente produce risultati.

Per questo è importante lavorare sugli utenti che più sono andati vicino all’acquisto sul nostro e-commerce.

La segmentazione degli utenti, rappresenta l’ultima frontiera in termini di marketing. Lo sa bene chi gestisce diverse liste contatti e ingaggia gli utenti con le emails.

La lista dei carrelli abbandonati è la lista con i contatti più qualificati per effettuare un acquisto.

Aiuta l’attività a minimizzare l’effetto “dispersività” generato dalla quantità di contenuti in rete.

Fà risparmiare tempo a voi ed ai vostri potenziali clienti, fà crescere il vostro fatturato.

I motivi dell’abbandono del carrello

Secondo un recente studio la percentuale di abbandono dei carrelli prima dell’acquisto si avvicina al 70%.

Tutto ciò è una novità per noi che abitualmente monitoriamo i rendimenti degli e-commerce dei nostri clienti. Chi non ha implementato questo sistema, invece, non conosce l’importanza di questa implementazione.

Per un commerciante alle prese con la gestione della sua attività potrebbero essere troppo impegnativo occuparsi delle iplementazioni del suo e-commerce.

Vediamo insieme un elenco di possibili motivi di abbandono del carrello prima dell’acquisto.

Motivi di prezzo, spese e altri motvi.

  • prezzo dei prodotti: una delle ragioni di abbandono più comuni è legata al prezzo del prodotto. Considerato troppo alto.
  • Gli utenti trovano prodotti simili su un altri sito.
  • costi aggiuntivi: spesso gli utenti riempiono il carrello solo per sapere se ci sono costi aggiuntivi al checkout. Oppure per sapere ammontano le spese di spedizione, se ci sono tasse precedentemente non specificate o spese legate al metodo di pagamento.
  • metodo di pagamento: gli utenti non sono sicuri del metodo di pagamento che vogliono usare e preparano il carrello prima di aver deciso come pagare.
  • difficoltà ad inserire i dati del metodo di pagamento.
  • problemi di autenticazione del metodo di pagamento.
  • metodo di pagamento preferito non disponibile.
  • vengono distratti da una telefonata, un’impegno improvviso o da un amico.

Motivi procedurali e tecnici

  • procedura di acquisto/customer journey troppo laboriosa.
  • tempi di consegna non specificati chiaramente o troppo lenti.
  • modalità di reso non specificate, non chiare o non soddisfacenti.
  • rischi per la sicurezza: fornisci il tuo sito di un certificato SSL e cura la sicurezza della checkout page.
  • checkout finale complicato o impossibile: permetti il checkout anche agli ospiti non registrati.
  • problemi tecnici per l’utente o per l’e-commerce, dovuti ad esempio alla connessione internet oppure al dispositivo utilizzato.
  • ripensamento sull’acquisto del prodotto sulle informazioni fornite o reperite non sono sufficienti per convincere l’utente a completare l’acquisto.
  • landing page poco efficace o non compatibile con tutti i dispositivi.

Metodi di recupero del carrello abbandonato

Queste metodologie di recupero dei carelli abbandonati si focalizzano sul ricordare agli utenti che avevano iniziato ad acquistare qualcosa presso il nostro e-commerce.

L’utente dopo aver esplorato per ore internet per convincersi a comprare un articolo, non riuscendoci tenderà a disinteressarsene. Oppure cercherà lo stesso prodotto in un negozio fisico, cercherà il consiglio di qualcuno.

Dal momento che abbiamo la possibilità di sapere quali dei nostri utenti non hanno completato un acquisto sul nostro e-commerce, possiamo utilizzare questi dati per ricordare all’utente che il nostro prodotto è sempre disponibile. Inoltre potremmo proporgli un’offerta più vantaggiosa per convincerlo a comprare.

Questa modalità di marketing di solito è gradita dalla maggior parte degli utenti.

Dopo aver speso molto tempo cercando informazioni, saremo noi a proporci in maniera più concreta, non richiedendogli un ulteriore sforzo. In questo modo potremmo riuscire a soddisfare il cliente appieno raggiungendo il nostro obiettivo di vendita.

Le emails automatiche per il recupero dell’acquisto non completato.

recupero carrello abbandonato, aumenta le vendite dell'e-commerce

Il metodo più usato per provare a recuperare i carrelli abbandonati è l’email marketing, ed è basato sull’utilizzo di software di automazione per l’invio di email.

In particolare sull’invio agli utenti di email contenenti i prodotti dei carrelli abbandonati.

Questa strategia di marketing richiede sicuramente un approccio professionale per essere messa in pratica in maniera efficace. Il motivo è semplice e risiede nel fatto che và creata e pianificata in maniera personalizzata per ogni business.

Il suo successo dipende dalla scelta opportuna dei contenuti da utilizzare. Personalizzazione, tempismo e programmazione nell’invio, uno stile di scrittura persuasivo, la creazione di offerte e promozioni speciali fanno la differenza nel trasformare un cliente perso in una vendita riuscita.

Il remarketing dinamico tramite le campagne pubblicitarie

Il remarketing consiste nel creare delle campagne annunci che entrino in funzione per gli utenti che hanno già interagito con i tuoi contenuti.

Questi annunci sono estremamente efficaci in quanto raggiungono gli utenti anche quando non stanno visitando il tuo sito, o addirittura quando stanno navigando su altre pagine per altri scopi.

Hanno quindi una penetrazione ed un’efficacia superiore a tante altre forme di pubblicità.

I media più importanti per sfruttare questo tipo di marketing sono Google Ads e Facebook Ads.

Il tuo e-commerce potrà essere collegato con le piattaforme direttamente, e iniziare a collezionare le liste dei vari pubblici personalizzati. Le liste più interessanti sono quelle che contengono gli utenti dei carrelli abbandonati, chi ha visitato più volte una pagina prodotto. Chi ha passato più tempo sul sito e tante altre.

Il livello di ottimizzazione e di automazione delle offerte ti permetterà di contenere i costi e di migliorare i risultati progressivamente.

Se sei interessato a fare pubblicità con Google puoi leggere questo articolo, oppure contattarci qui.

Le notifiche push e gli sms

Infine, è possibile impostare delle azioni di recupero dei carrelli abbandonati che utilizzino le notifiche push dalle app o dal desktop, ma anche un numero del cellulare attraverso l’invio di sms.

Tutto ciò è possibile solo ottenendo il consenso da parte degli utenti.

Mentre le notifiche push hanno un forte impatto visivo e possono anche prevedere call to action, gli sms hanno un alto tasso di apertura ma sono generalmente percepiti come potenzialmente rischiosi ed invasivi. Attenzione a non abusarne.

Potremmo perciò preferire una strategia di invio più diffusa di notifiche push, ed avere un approccio più mirato per gli sms.

Qual’è la strategia di recupero del carrello abbandonato migliore?

Concludiamo questo articolo dedicato ad illustrare alcune metodologie che usiamo noi per aumentare le vendite di un e-commerce dicendo che non esiste un’unica strategia per aumentare il fatturato di un’azienda.

La combinazione di moltissimi fattori può determinare il successo della nostra attività in termini economici.

Ne abbiamo parlato anche in questo articolo che elenca 7 metodi di successo per aumentare le vendite.

Molto dipende dalla qualità dei nostri prodotti e del nostro lavoro, e dall’affidabilità che riusciamo a trasmettere all’audience che raggiungiamo.

Questi risultati però sono imprescindibili da una buona strategia di implementazione e si ottengono come risultato intermedio derivato da un’ottima strategia di marketing.

Ad esempio la combinazione di queste 3 tecniche per il recupero dei carrelli abbandonati ci garantisce ottimi risultati, ma l’utilizzo di anche una sola di queste può essere utile.

Ad ogni modo compatibilmente con le vostre esigenze e le vostre preferenze possiamo determinare il metodo più adatto al vostro business. Scrivici per implementare queste strategie anche sul tuo e-commerce.

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